Regione Lombardia

Insigne collegiata San Giovanni Battista

Ultima modifica 14 aprile 2020

L’edificio fu costruito sulle antiche terme romane divenute successivamente Battistero Cristiano.
Si parla di questo luogo nella prima notizia documentata sulla Chiesa Cristiana in Casei nel 455, in cui il vescovo la benedizione del cero pasquale.
L’attuale edificio risale al 1300 e la sua costruzione si protrasse per buona parte del 1400: quindi dai Visconti agli Sforza, che, attraverso i signori di Casei, Fiorello e Lancellotto Beccaria, il Conte di Carmignola, Guido Torelli e i suoi successori, diedero impulso a numerose costruzioni e ad una migliore fortificazione dell’oppidum.

Nel 1573 venne spostata la Parrocchia dall’antica Pieve di S. Martino extra moenia alla Chiesa di S. Giovanni Battista che nello stesso anno fu onorata del titolo di Insigne Collegiata (lascito del notaio casellese E. Zolo con cinque canonicati e la dignità della prepositura; nel 1663 il prevosto Carlo Antonio Campeggi fondò il sesto canonicato).

L’edificio è un esempio di quel gotico italiano che nasce dallo sviluppo autonomo e logico del romanico.
Ci troviamo di fronte ad una pianta basilicale regolarissima a tre navate e quattro campate più l’abside. La navata centrale non è molto più elevata delle due laterali e perciò non c’è bisogno di archi rampanti sostituiti dai contrafforti. Le coperture sono a crociera; gli archi a sesto acuto sono sorretti da piloni a fascio in cotto con capitelli cubici sagomati e il peso delle crociere si trasmette ai costoloni che lo scaricano sui piloni e sui contrafforti sterni. Il rosone e le quattro finestre monofore a campa- te alterne risultano lo sviluppo dei relativi elementi romanici. Unica eccezione al complesso ambientale è la Cappella dell’Annunciazione, o Cappella Bottigella, dalle forme architettoniche di uno stile tardo-gotico. La facciata presenta decorazioni rinascimentali sul portale e sul rosone. Di notevole importanza sono i vari cicli degli affreschi superstiti.

Il ciclo del Maestro di Casei, attribuito da Vittorio Sgarbi al Foppa, è situato nella Cappella Bottigella: l’Annunciazione, la Deposizione, l’Incoronazione della Vergine, il Padre Eterno, S. Marco e S. Luca. L’artista fu certamente aperto ai molti influssi che il mondo lombardo nel Quttrocento gli poté dare e che assorbì molto dagli ultimi motivi goticizzanti alle innovazioni geniali di Piero della Francesca, che passò attraverso l’influsso della scuola cremonese e di altre scuole italiane; un artista che diede il meglio di sè nella purezza di luci che si sprigionano dal colore valorizzatore della forma.

Nella Cappella è pure presente un pregevole polittico attribuibile all’Amadeo. Di notevole interesse sono pure altri affreschi supertiti: l’Assunzione e la Battaglia di Lepanto nella Cappella del Rosario, la Mater gratiae su un pilone e alcuni Santi nella Sala del Capitolo. La Chiesa è ricca di pale dal XVI al XVIII sec. fra cui tre tavole attribuibili a Cesere da Sesto rappresentanti S. Rocco, S. Martino e S. Girolamo.

Cappella Bottigella
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